Davide Van De Sfroos – Yanez
Delusa o non delusa? Bella domanda.
Quando il tuo “cantautorepreferitodegliultimidueanni” finisce a Sanremo, potresti entrare in allarme, ma la verità è che un disco troppo atteso mette in tensione al di là di questo “evento”.
Oltretutto gli altri dischi li ho avuti tutti in un botto, e quindi le canzoni che mi piacevano meno si sono confuse in mezzo a quelle più belle… o meglio, dovrei dire quelle più affini al mio spirito. Perchè Davide ha diverse anime, da quella intimistica che pesca nelle miserie umane a quella fantastica, che di sicuro mi attira di più ad un primo ascolto, ma poi ho imparato ad amare anche canzoni che all’inizio non mi avevano colpito particolarmente. Con la stessa Yanez è stato così in fondo, d’altronde avendo solo quella di nuova, mi sono dovuta concentrare su quella. Di sicuro il De Sfroos di Fendin e del Cavaliere Senza Morte è meno presente in quest’album e la cosa non poteva non dispiacermi, però il disco è bello? Beh, non è quello che consiglierei a chi vuole avvicinarsi a quest’autore, ma se siete dei fanatici come sicuramente non può mancare alla vostra collezione.
Andiamo ad esaminare canzone per canzone.
El Carnaval de Schignan
E’ l’unica di cui ho trovato il testo, la musica è volgare, stracciata, con delle trombe che sottolineano l’ambiente carnascialesco. Sicuramente molto azzeccata, ma non tra le mie preferite, penso che però sia molto più apprezzabile per chi conosce l’atmosfera descritta dal De Sfroos. Voto 7- (avevo messo 6,5 ed era quello più basso, ma ho risentito l’inizio e cominciava a prendermi, quindi devo solo aspettare, come pensavo)
Donna Luseerta
Parte con un accordo di chitarra abbastanza classico per Davide, la melodia è dolce e orecchiabile. Io preferisco cose più elaborate, ma sembra una di quelle canzoni fatte per essere cantate attorno a un falò… se non fosse che a cantare in laghee non sono tantissimi, specie in Sicilia. Comunque la cosa più bella, come spesso capita con le canzoni di De Sfroos è il testo. Non lo capisco ancora tutto, però c’è un passaggio che adoro.
“Ridi insiema de me, dona luserta
prega che ogni spada sia de carta
Ridi insiema de me, dona luserta
prega sia per l’unda che la barca
questa nocc…”
Sicuramente ha una sua ragion d’essere. Voto 7,5
Il camionista Ghost Rider
Questa è decisamente una canzone country, orecchiabile e piacevole, ma si ispira all’animo più visionario di Davide. No, non quello che parla di fantasmi e streghe, ma quello dove il grottesco e l’ironia si incrociano in un cocktail irresistibile. Okkei questa descrizione non dice niente, ma in fondo anche Yanez fa parte di questo filone, quindi se vi è piaciuta quella, apprezzerete anche il camionista. Se poi siete appassionati di vecchie musiche le citazioni vi accompagneranno lungo il viaggio. Ma la storia non ve la racconto, perché secondo me la sorpresa di decifrarla la prima volta è una delle cose migliori della canzone. Voto 8-
Long John Xanax
La traccia numero quattro mi mette un po’ di malinconia. Dal Genesio, all’Omm de La Tempesta, a Sugamara, c’è tutta una serie di ritratti di emarginati, che si affollano nei dischi del De Sfroos.
“e ho specià i fantasmi con la tuda colurata, i fantasmi in mezzo ai pra dell’autostrada, e ho mea capì che quavedun speciava me. Pussè agità della cua che ho stacà de una luseerta…”
e se continuo la copio tutta, beh almeno la parte che capisco. Beh, che dire. Anche questo è Davide, e magari qualcuno si riconoscerà in questi versi… Voto 7,5
La machina del ziu Toni
Ecco, ritorniamo in una demenza dove le parole sono messe all’uncinetto per creare un quadro assolutamente paradossale, dove si parla di
“tatuaggi come maori, ma nustalgia de l’uratori”
E’ gradevole da ascoltare, è una di quelle che mi sono piaciute per prima, anche se adesso che mi sto abituando alle altre forse ci perde un po’, comunque è maledettamente carina e immagino che mi piacerà di più quando l’avrò decifrata tutta. Datemi almeno il testo, mi accontento della trascrizione, senza traduzione accanto ç_ç Voto 8-
Maria
Stavolta il personaggio è una donna. Almeno nelle strofe, un po’ meno nel ritornello, questa canzone ha un andamento musicale decisamente gucciniano, ma non so bene se si tratti di un complimento, o meno. In più alcuni passaggi musicali mi ricordano il Cavaliere Senza Morte, e considerato che si tratta una delle mie canzoni preferite di Davide, questa ci perde un po’. Comunque è senza dubbio gradevole, e la devo riascoltare.
“e vuoi imparare una canzone che nessuno canterà”
Sì, decisamente, qualche perla si trova sempre nelle canzoni di Davide. Voto 7+
Yanez
Non la recensisco, perché avendola sentita molto più delle altre, avrei un metro di giudizio differente. Piuttosto vorrei sottolineare una curiosità. Mentre nella versione Live a Sanremo Davide ha la sua solita voce calda e roca, quella del video ufficiale è in qualche modo ripulita, in una maniera che non mi convince per niente. Però è divertente averne tre versioni, una diversa dall’altra ^_^ Voto Non recensito
El Pass del Gatt
Avevo già sentito questa canzone al concerto di Rivoli, insieme a Setembra. Ma mentre Setembra l’avevo ritrovata sul tubo, di questa non c’era alcuna traccia. Quindi ho dovuto aspettare almeno un anno prima di sentirla. La versione dal vivo era estremamente semplice, anche troppo semplice, solo chitarra acustica, senza alcun accompagnamento. E’ una musica dolce, carezzevole, ammetto che anche questa mi suona un po’ di già sentito in alcuni punti, ma in compenso la storia è bellissima, insinuante nel descrivere le figure del nano (mai chiamato così, se non ho saltato qualche pezzo, dice soltanto che non è cresciuto tanto) e della donna sfregiata e piena di misteri. Comunque è bella, chi si sta avvicinando ora a Davide la amerà senza dubbio. Voto 8-
Setembra
Le balere sono un classico di Davide, e con questo rimando alla canzone omonima. Rispetto alla versione di Rivoli quella del disco è più nervosa e dissonante. Si tratta comunque di una descrizione di vita di paese ironica e irriverente, che non ha nella musica ma nelle parole il suo punto forte.
Voto 7+
Dove non basta il Mare
Qui la musica riechieggia il Minatore di Frontale, ma poi si alternano altri pezzi completamente diversi, perché la particolare di questa canzone, destinata a quanto ho letto, di diventare il nuovo singolo, è quella di avere al suo interno diversi ospiti che cantano in dialetti che non sono certo il comasco, ho identificato una siciliana con una melodia quasi arabeggiante. De Sfroos per una volta canta in italiano, e porta avanti il suo gioco di contaminazioni e commistioni, e di amore per tutte le varie forme di dialetto italiano. Non so ancora se mi piace, o se la considero una canzone essenzialmente di “propaganda”. Non male, comunque. Voto 7+
Il Reduce
Ecco, qui le cose iniziano a farsi serie. Questa è una canzone bella e terribile. Parla di un soldato tornato a casa con una mano sola, che parla della morte come della sposa vestita di nero, e ricorda gli orrori visti con una semplicità quasi raggelante. La musica è all’altezza di un tema così delicata, io non apprezzo tanto gli inserti di trombe, ma onestamente sono del tutto in tema con la canzone. Davvero davvero bella. Non la mia preferita dell’album, ma quasi.
“e imparavum la geografia, nel cuntar ogni siit che brusava”
Voto 8,5
La figlia del Tenente
La amo. Semplicemente la amo. E’ splendida e perfetta, romantica, ha una musica stupenda, e mi piace come alterna dialetto e italiano. Non c’è una singola cosa fuori posto, ed è il genere di canzone che mi piacerebbe che mi cantassero. Ok, il protagonista è un delinquente, non mi piacerebbe averla cantata “così” alla lettera, ma solo in maniera metaforica. E’ bellissima, il piano che sottolinea ogni verso è davvero meritevole, poi entrano anche gli archi, e le due lingue che si intrecciano sembrano il contraltare dei due amanti che si cercano al buio. Che altro devo dire? Voto 9+
Blues di Santa Rosa
A me non piace il Blues. Anche se Davide a volte me lo fa apprezzare, ad esempio potrei citare la versione del Paradiso dello Scorpione presente all’interno dei dischi del Pica Tour, che mi piace più dell’originale. Però questa per me è davvero pesante da ascoltare, sarà anche bella, ma non riesco a giudicarla, davvero, io e Blues\Jazz, non andiamo proprio d’accordo. Credo di non averla nemmeno ascoltata tutta, ma avrò tempo in seguito. Voto: Non pervenuto per incompatibilità con la mia persona.
Ciamel Amur
Ancora una volta è la storia il punto forte. La musica sto cercando di assimilarla, in alcuni punti mi piace in altri meno, il racconto però mi è scivolato nel cuore. Va beh, di che parla non ve lo anticipo, ma piglio alcuni versi che trovo davvero belli.
“e me ho imparà a diventa un sass
a soppurtà qualsiasi pass
a rutulà senza lamentass”
Voto 8,5
Rosa del Vento
Con un minuto e ventitrè, è una conclusione delicata e dolce, solo chitarra ed un suono di registrazione volutamente disturbato. Una canzone da ninna nanna, perché sì, esiste anche il Davide che ha scritto Ventanas, e non a caso anche questa canzone parla di vento… Devo tradurla in pieno, ma è un bel saluto a fine disco. Voto 8-
Le mie conclusioni? Devo ancora decidere se andare o meno al concerto che c’è a palermo tra due mesi. Sinceramente, ci sono altre canzoni che preferirei sentire rispetto a queste, ma non è che Davide passi sempre dalla Sicilia, quindi si tratta di un bel dubbio. Ma sì, ci vado.
E questo è quanto
Dal Nido
Quando si aprirà di nuovo quella porta
tu sarai di là e io di qua
ti guarderò con gli occhi stupiti del bambino
ma io sarò di qua e tu di là
Si parte dallo stesso nido ma il vento soffia strano
qualcuno cade a terra altri volano lontano
si parte dallo stesso nido ma il vento soffia strano
io son caduto in terra e tu mi guardi da lontano
Un cero a santa Sara regina dei gitani
perché guidi per sempre le mie mani
sicure nelle tasche di quelli che han rubato
calde tra le cosce per il peccato
Veloci sulle corde che tu mi hai regalato
tenere sulle labbra di chi ho sempre amato
sincere sulle spalle di chi sta andando via
né confini né bandiere il mondo è casa mia
Quando si aprirà di nuovo quella porta
il sorriso avrà la meglio sulla rabbia
mi hai insegnato molto ho imparato nulla
solo come un bimbo nella culla
Si parte dallo stesso nido ma il vento soffia strano
qualcuno cade a terra altri volano lontano
si parte dallo stesso nido ma il vento soffia strano
io son caduto in terra e tu mi guardi da lontano
Allegre Facezie prima di uscire
Sono le otto e ventidue, e sto ancora davanti al pc dell’ufficio. In realtà sono uscita, ho fatto shopping, ho comprato una magliettina con Alice nel Paese delle Meraviglie e parte del primo capitolo stampati su fondo grigio. Volevo da tempo una cosa del genere, ma quelle dell’oviesse con mio sommo dispiacere non arrivavano mai al periodo dei saldi. Mia madre direbbe che la mano è fatta male, lei guarda sempre le mani per stabilire la qualità del lavoro di un artista, ma la mano starà sulla mia pancia e sfido chiunque a guardarla con attenzione. Mi spiace soltanto che è leggera, e dunque dovrà aspettare per essere messa, o in alternativa mi toccherà imbottirmi di sotto con l’ovvio risultato di sembrare un salsicciotto. Tutta questa digressione nasce dal fatto che nell’ultima mezz’ora ho usato il pc dello studio per scrivere recensioni che dovrebbero servire a non si sa bene quali operazioni pubblicitarie future. Beh, almeno scrivo roba di qualità, tanto sono bieca quando lavoro per il seo, quanto ingenua se devo occuparmi di me stessa. Tra un quarto d’ora dovremmo essere fuori per andare a cena in un pub irlandese. Ammetto che pur non bevendo birra, la magia della parola Irlanda mantiene un certo fascino sulla sottoscritta. Si accettano scommesse su quanto sarà il ritardo… E dato che tenere vivo questo blog è parte delle cose “da fare”, a quanto sembra, beh, beccatevi un post assolutamente inutile dove il tema principale era “La maglietta di Alice che dovevo comprare per dovere”. (effetti anche una di Wendy non ci starebbe male, ma non è molto gettonata lei…)
De Sfroos… Again.
E’ bizzarro. L’ultimo post che ho scritto riguarda Davide Van De Sfroos e qualche giorno fa ho letto on line una notizia che mi ha lasciato di stucco e che riguarda proprio lui. Davide Van De Sfroos a Sanremo. In realtà non dovrei saperlo, io non seguo i telegiornali, e di sicuro non mi informo sul festival, dato che l’ultima volta che ho sentito una canzone alla tv è stato quando avevo o undici o dodici anni, era “Dietro la Porta” di Cristiano de Andrè, l’anno dopo mio padre è riuscito a togliere l’audio a TUTTE le canzoni, e poi ho smesso di seguirlo e basta. Qualche brano poi mi arrivava dopo per altre vie, ma per quanto ho potuto ho evitato contatti con questa… cosa. Adesso invece il mio “cantautore preferito dell’ultimo anno” andrà a Sanremo e io non so se essere entusiasta o molto spaventata della cosa. Un dato sicuro è che sta preparando un nuovo disco, e che userà Sanremo per lanciarlo. Quando sono andata al concerto di Rivoli, ormai parecchi mesi fa (era pasqua) aveva due canzoni nuove, e facendo due più due il risultato è facile da immaginare. Anche se portasse a Sanremo un pezzo commercialissimo… ma come fa ad essere commerciale un pezzo in laghee? E che parla di Yanez, il pirata portoghese amico di Sandokan? Dico anche se la canzone fosse terribile, di sicuro all’interno del disco ci sarà qualcosa da prendere. Però la canzone potrebbe anche essere bella, e in tal caso verrà probabilmente bocciata al primo giro… e cantando in dialetto lombardo stretto potrebbe persino metterci dentro una serie di insulti e improperi all’ultimo minuto e nessuno lo saprebbe. Insomma, sono un po’ emozionata per questa storia. So che non vincerà, ma sono davvero contenta per lui. Facendo i conti, degli ultimi dischi che ha fatto, se ho levato due o tre canzoni è stato tanto… di solito sono soddisfatta se da un disco tengo due o tre canzoni, questo la dice lunga secondo me.
Ora forse non vi interessa molto, ma se invece siete tra i pochi che conoscono Davide, il vostro parere mi farebbe piacere sentirlo ^_^
Davide Van De Sfroos
Ero di malumore, oggi, e senza saperne bene il motivo ho acceso il lettore mp3, e ho messo su la compilation di Van De Sfroos. E’ un annetto e mezzo che sento questo autore, credevo che mi avesse stufato, perché ne ho fatto indigestione in un certo periodo, e invece a quanto pare, sono ancora in sintonia. In qualche modo questo zapping mi ha persino calmato…
Una partita a dama contro il ciel che fa paura…
Di sicuro sa scrivere quest’uomo, lo fa in una lingua che mi è tutt’ora ostile, però quanto meno ci ho fatto l’abitudine, e ho deciso di strappare qualche frase qua e là, semplicemente per il piacere di chi non conosce il comasco.
Nuvola rossa, papessa, vampira, se devi baciarmi allora piglia la mira…
In realtà forse sarò di parte prendendo i pezzi più aulici, d’altronde se dovessi commentare i “tipi” caratteristici, personaggi a volte comici, a volte grotteschi a volte drammatici, descritti da Davide, ci perderei non so quanto.
Forse ho tenuto in ostaggio per troppo tempo la luna, fermo nella bottiglia del temporale… ogni ombra è una vela, e ogni cuore ha un timone…
Davide è semplicemente un autore che non pensavo di incontrare per strada. Se due estati fa non fossi finita a viaggiare su una macchina dove tutta l’altra musica era stata bandita, adesso non lo avrei nelle orecchie.
Sugamara salamandra, anima in pena faccia di matto, cicatrici come un sorriso, destino che non paga mai il riscatto, un medaglione con un buco di quando gli hanno sparato in Turchia…
E’ il sorriso che fa la pistola prima di sparare.
Non son nemmeno malinconica del tempo andato, stasera, anche se con questa roba nelle orecchie sarebbe facile diventarlo.
Ho sparato contro il tempo, ho distrutto orologi… mi è toccato imparare che la ruota gira…
Quand che el diaul el pica, el ciapa la mira!
La musica a volte ti entra nelle vene, e diventa parte di te. I miei cantautori preferiti, li ascolto tutti da quando ero bambina, De Andrè, Guccini, Battiato, De Gregori… quindi in un certo senso non mi sono mai accorta di quanto io sia legata alle loro canzoni. Semplicemente ci sono sempre state.
Davide è arrivato. E non sembra intenzionato ad andarsene.
E’ bello avere dei punti fermi, in questo caos che è la vita… Anche se questo non era il genere di punto fermo che mi aspettavo di trovare stasera!
Dicono tutti che il lago di Como è fatto come un uomo, ma io sono sicuro che è una donna… e spiegherò a bestemmie o parlando come Shakespeare, che la barca la g’ha il cu, la g’ha una punta…
Donna, donna sbagliata, rosa tagliata e poi tirata via. Donna, donna di terra, rosa che non era affatto la mia. Rosa che ti punge, e intanto che ti punge ti lascia il profumo, donna che impara dall’onda a ricordarti che sei un uomo…
Ok, ci voleva, stasera.
Libertà
La libertà è una strana cosa. E’ come una porta che si si apre davanti all’improvviso, ma potresti anche scoprire di soffrire di agorafobia. Siamo talmente abituati ai nostri limiti, da non renderci conto di cosa voglia dire essere veramente liberi. E quando spariscono parliamo di solitudine, di insicurezza, di paura. La libertà fa venire le vertigini, la cosa strana è che io ho sempre optato per la fuga, mentre adesso… non lo so… dire che provo un misto tra fascino e repulsione non è esattamente dire che ho abbracciato la libertà ma è comunque un cambiamento degno di nota. Cerco di segni di qualcosa che stia per accadere come se questo potesse rassicurarmi, e prima non lo facevo. D’altronde che importanza ha sapere se il mondo è caos oppure ordine se lo guardi da lontano e lo ignori? Libertà. Mi chiedo che viso abbia davvero. Ma devo avvicinarmi di più per scoprirlo. A volte tutto quello che vorrei è un rifugio per non continuare la strada, perché fa freddo e vorrei riposare un poco. Ma le lancette dell’orologio sono inesorabili. La libertà è una strana cosa. Forse dovremo prendere un po’ più di confidenza io e lei, in futuro.
Personaggi e persone
Sto qui a fissare la pagina, chiedendomi se scrivere un articolo serio, oppure uno scherzoso. Ho visto qualche giorno fa e l’ultimo di Harry Potter sarebbe un ottimo tema da trattare. Mi è piaciuto, nonostante sia molto incentrato sul trio, ed io invece ho sempre avuto una predilezione per i personaggi minori e serpeverdeschi, mi è piaciuto nella struttura, nelle immagini, nei dialoghi.
Rivedere sulla scena figure come Voldemort, Draco, Lucius, ma anche tipi come Codaliscia, Fred e George, Remus, appena per un istante, e tutti quanti gli altri, è come incontrare vecchi amici, che non si facevano vivi da un po’ di tempo.
La cosa che mi fa più sorridere però è stata la mia reazione al personaggio che non mi aspettavo. E’ cosa nota che il mio favorito dentro la saga di HP è Severus Snape, introverso e sarcastico, con occhi neri e magnetici, con oscuri segreti alle spalle. Peccato che nel film sia interpretato da un attore che per quanto bravo, non incarna per nulla il Severus della mia immaginazione. E oltretutto in questo film compariva molto poco. Come d’altronde è nella prima parte del libro, c’è da dire.
Poi mi mettono un personaggio assolutamente minore come Scabior, lo ingrandiscono dandogli le battute di Fenrir Grayback e le sue stesse tendenze mannare. Lo vestono come una specie di Lestat più trash del solito, con marsina settecentesca, pantaloni di a scacchi e un’aria tra il nobile decaduto ed il trasandato pankabestia.
Sono uscita esultando, ma tutto questo mi fa sorridere… il mio rapporto con i personaggi immaginari, siano essi su uno schermo o idealizzazioni della realtà è sempre stato particolare, per non dire pericoloso, ambiguo. Sicuramente il mio fantasticare mi ha portato lontano, a volte, ma un personaggio di celluloide è freddo e distante… esulterò ancora qualche giorno e poi lo metterò da parte, immagino. Qualche tempo fa non sarebbe stato così… e un po’ di malinconia ancora una volta scivola nei miei pensieri. Le idee, sono pericolose le idee. Si crede che non ti feriscano, ma rischiano di intrappolarti, e se poi le vedi riflesse negli occhi di una persona in carne e ossa quanto ci vorrà per scoprire chi è realmente? Però, tornando a Scabior, ancora una volta dimostro di avere strani gusti, un mezzo fuorilegge cacciatore di taglie non è proprio quello che sceglierei razionalmente. Tanto non l’ho nemmeno incontrato davvero.
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L’ho appena letto e ci tenevo a condividere questa cosa con voi.
Alter-ego
Oggi ti canto
Mia sorella assassina
Nutrita di sogni
Hai vissuto per me.
Ti ho dato il mio viso
Molti nomi diversi
Vivevi nel sogno
Vivevi di me.
Oggi ti guardo
Mia sorella bugiarda
è tempo di svegliarsi,
di liberarmi di te.
Non ti uccido, non avrai
Una spada nel petto
Ma riprendo il mio viso
E quel resta di me.
La promessa l’ho fatta
Mia sorella di fumo
Non la manterrò in pieno
Ma qualcosa è cambiato
E tu seguirai me.
Anna dai Capelli Rossi
Per l’iniziativa metti un cartone come avatar di facebook non ho dubitato un istante. Era a lei che toccava, anche se la grafica di quel cartone è molto diversa dai manga iperperfezionati di nuova generazione, semplice e quasi scarna. Mi piaceva da morire quella storia, e soprattutto per una volta, mi capita molto di rado, mi identificavo quasi completamente nella protagonista. Cioè a me piace parlare con i personaggi di libri e cartoni animati, non sostituirmi a loro. Ho iniziato a cinque anni, tra i miei prediletti c’era Peter Pan, ma si era creata una vivace combriccola con gente presa dalle storie più diverse. Mentre con Anna, beh… la passione per la scrittura e per le storie, il carattere assolutamente sognante… Non potevo non sentirmi troppo vicina a lei, al punto che sembrava non ci fosse spazio per entrambe nello stesso contesto. Eppure eravamo, siamo diverse. Anna, anzi Anne, come lei preferisce, è uno spirito luminoso che attira le persone solo con un sorriso, e coinvolge le amiche in progetti strampalati come il club della scrittura o la società per il progresso di Avonlea. Mi piacerebbe sapere cos’è quella scintilla inafferrabile, che spinge la gente verso di te, invece di farla ritrarre… mi sono sempre sentita una persona difficile da capire, anche se poi in compenso ho amicizie molto profonde, quando mettono radici… qual era il segreto di Anne? Ancora una volta torno a chiedermelo.